Facciamo ballare i trentadue

Fame e sete sono quelli si dice due BISOGNI PRIMARI ma non potrebbero essere più diversi…

Posso morire di sete dopo solo 7 giorni circa, e se ho sete non posso che volere bere dell’acqua

Viceversa, muoio di fame dopo 15- 20 giorni e senza estremizzare se ho fame cosa potrei mangiare?
E’ una domanda che ci facciamo molto più spesso di quanto si pensi:

Che si mangia oggi?
Avrei voglia di qualcosa di caldo
Avrei voglia di qualcosa di dolce
Mi andrebbe mangiare della carne, della verdura, del brodo…..

L’ampia scelta quando dobbiamo decidere cosa mangiare

Pasta, lasagne, panini, sushi, formaggio, insalatona, bistecca, verdure bollite, peperonata, minestrone… e potrei continuare per un bel pò

Il tutto solo per darvi l’idea di quanta effettiva scelta abbiamo ogni volta che mangiamo.

Però non posso scegliere solo in base al sentimento o alla voglia ma devo mangiare cercando di tenere a mente alcune proporzioni, ne abbiamo parlato con Sara Bortolozzo nella stagione precedente in cui abbiamo parlato dei micronutrienti e dei macronutrienti

La fame non è solo un carburante per il nostro corpo

Mangiare, nella società in cui viviamo, è anche un piacere e non solo la semplice esigenza di introdurre nel nostro corpo alcuni determinati elementi nutritivi.
Dalla preistoria abbiamo una predisposizione verso i cibi dolci perché sono quelli che ci danno le energie più velocemente utilizzabili: il cervello per funzionare al meglio ha bisogno di glucosio e ne userà tanto più avrete bisogno di pensare in modo complesso e il cibo dolce solitamente è più ricco di tale sostanza che ci forniscono energia utilizzabile nell’immediato.

Giacché le nostre cellule hanno bisogno di carburante questa predisposizione per i cibi dolci esiste ancora adesso ed è per questo che siamo ghiotti di merendine e quando andiamo al ristorante guardiamo sempre la lista dei dolci con molta più voglia della lista dei primi e dei secondi.
Però mangiare non è solo una risposta a questa esigenza prettamente fisica ma è anche un piacere, quindi nonostante la nostra predisposizione per i cibi dolci che esista ancora il fatto effettivo

di mangiare ci da soddisfazione.

Risultati immagini per rat drinking milk

Lo hanno confermato Miller e Kessen in un esperimento in cui si è provato che la ricompensa che i topi ricevevano dipendeva anche dalla modalità di somministrazione:
I topi una volta che superavano un labirinto venivano tutti premiati con del latte.
Ma:

Alcuni topi lo bevevano da una ciotola come quelli che vedete in foto.
Altri topi avevano invece subito un piccolo intervento che permetteva di ricevere il latte direttamente nello stomaco.

Quindi in entrambi i casi ricevevano il loro premio, però i topi che avevano avuto l’opportunità di bere il latte rispondevano meglio a tale ricompensa svolgendo il labirinto in modo migliore le sessioni successive.

Il cibo che non è ingerito nel modo normale, che prevede l’assaggio e la deglutizione volontari, non è molto motivante né per gli animali né per gli esseri umani.

E’ importante quindi fare una bella distinzione tra:
Il Bisogno di nutrimento
Il Piacere legato al nutrimento

Se in futuro arriveremo a mangiare attraverso delle pillole allora non dovremmo più usare la parola mangiare ma dovremmo usare la parola nutrirsi, che come abbiamo visto è un’attività ben diversa.

Mangiare, piacere e lentezza

Se il cibo è anche piacere allora risulta importante dedicarci il giusto tempo e masticare lentamente, perché così aumenti il piacere che provi in questa attività.

Questo è il motivo principale per andare in ristorante, o meglio possiamo dividere i ristoranti in cui andiamo in due motivazioni principali:

Per pigrizia o esigenzaImmagine correlata
Non ho voglia / non ho tempo / non posso cucinare a casa
Allora mangio per nutrirmi, quindi starò più attento a dove mi danno tanto cibo ed è meglio se spendo poco.
Quindi largo alla bistecca gigante, ai due etti e mezzo di pasta con i menù tutto incluso a 12-15€

Immagine correlata

Per curiosità e piacere

Voglio provare il nuovo locale dove mi hanno detto che cucinano benissimo un determinato piatto
Allora non sto andando la con il primo obiettivo di nutrirmi ma piuttosto con l’obiettivo di assaporare e degustare.

In questo secondo caso allora è molto importante che io mastichi lentamente per assaporare al meglio il cibo, se voglio conoscere bene una persona devo dedicargli del tempo, incontrarla più volte, vederla anche in contesti diversi.
Non posso mica pretendere di apprezzare una persona vedendola solo attraverso il profilo instagram o facebook no?
La stessa cosa vale con i piatti, devo dedicare del tempo per comprendere il sapore. Del resto sono andato in quel locale proprio per quello no?

La nutrizione simulata

Partendo dal presupposto emerso dalla ricerca sui topi che bevono latte di Miller & Kessen possiamo quindi dire che siamo più motivati quando viviamo l’esperienza del mangiare piuttosto che trovarci direttamente in pancia i medesimi nutrienti.

Alcuni ricercatori si sono quindi chiesti:
Se togliamo il nutrimento, e lasciamo solo il masticare e la deglutizione che succede?

Hanno quindi cercato di creare una condizione di nutrizione simulata in modo da rendere il pasto una simulazione cosi che non fornisca calorie. Come hanno fatto?
Hanno preso delle volenterose capre e gli hanno fatto un intervento mettendo una fistola gastrica che permette al cibo di uscire dallo stomaco come pure di entrarvi. Se si toglie il tappo della fistola qualunque cosa sia mangiata cadrà fuori invece che essere digerita.

Gli animali nutriti in questo modo consumano quantità di cibo normali e poi smettono di mangiare.
Perché se il cibo non li nutre smettono di mangiare?
Lentamente gli animali iniziano ad assumere più cibo via via che si “accorgono” che non li sazia (fornisce meno calorie di una volta).

Se poi viene riapplicata la fistola gastrica in modo che tutto sia digerito come avverrebbe normalmente, gli animali mangiano molto per i primi pasti e poi la misura dei pasti torna gradualmente a livelli normali. Tutte queste osservazioni hanno portato all’ipotesi della sazietà condizionata

La sazietà condizionata

Il senso di pienezza che proviamo dopo un pasto è, almeno in parte, un prodotto dell’apprendimento.
Questa è una affermazione molto forte, permettimi di riscriverla in grassetto:

Il senso di pienezza che proviamo dopo un pasto è, almeno in parte, un prodotto dell’apprendimento.

Impariamo a sentirci sazi grazie all’apprendimento e soprattutto.

Ci sentiamo maggiormente sazi quando mastichiamo ed assaporiamo di più un cibo

Due motivi per mangiare lentamente

overindulgence-woman-tasting-food-450x338

In questo articolo ti ho esposto due motivi molto validi per mangiare lentamente:

  • Assapori meglio il cibo, e ne trai più piacere
  • Ti sazi di più e mangi meno

Probabilmente hai già sentito più volte suggerimenti legati al mangiare lentamente, ma ora, grazie a questo articolo e grazie a delle volenterose capre sai perché è così importante mangiare lentamente!!!

Contenuto speciale

Alcune puntate avranno dei contenuti speciali riservati solo a chi è iscritto al canale telegram
Dopo aver capito i benefici legati al mangiare lentamente sarebbe quantomeno sadico da parte mia non aiutarti a mangiare lentamente, quindi ho creato per tutti gli iscritti al canale telegram un pdf dedicato al mangiare lentamente, in poche pagine ho unito, sistemato e migliorato tutti i consigli esistenti su come riuscire a mangiare lentamente.
Ottieni il file iscrivendoti al canale telegram

Fonti e riferimenti

Riferimenti per le ricerche da Atkinson & Hilgard’s – Introduzione alla psicologia, ed. Piccin
immagine di copertina da Funhuh.com
Suoni SFX della puntata da Freesound.org
Esperimento di Miller & Kessen sui ratti che bevono latte
Esperimento di Van Vort & Smith sulla nutrizione simulata

Grazie ad Alessandro Meneghini per la sigla iniziale e finale

Condividi l'articolo attraverso: