Gli stili alimentari

Gennaio è il mese dei buoni propositi, molti si mettono a dieta, ma non tutti ottengono risultati. Ognuno ha un suo modo di porsi nei confronti dell’alimentazione, scopriamo quali sono:

C’è chi li mette per iscritto, chi li scrive in un foglio e poi lo brucia, chi li tiene a mente…resta il fatto che i propositi sono quasi una costante ad inizio anno.
Dopo gennaio molti propositi si infrangono per tornare a settembre, altro mese ricco di buoni propositi post estate.

Non parliamo di dieta ma piuttosto di alimentarsi in modo corretto

Tantissime persone dicono di volersi mettere a dieta.
io non credo che nella maggior parte dei casi ci sia così tanto bisogno di mettersi a dieta, anche perché la parola dieta è spesso associata alla parola rinuncia.
Nel mangiare è importantissimo l’approccio che abbiamo nei confronti del cibo… lo ho detto nella puntata di fine anno.
Invece di parlare di dieta in molti casi avrebbe più senso parlare di stile di alimentazione, perché è qualcosa che non è circoscritta nel tempo ma piuttosto qualcosa che ci portiamo dietro da sempre.

Pensandoci su e curiosando su diversi forum di cucina ed alimentazione mi sono permesso di descrivere diversi tipi di persone che si approcciano alla dieta ed al mangiar bene…. E’ una suddivisione con lo scopo di farvi divertire, non c’è nessuna pretesa di essere scientifico.
Qualsiasi commento o integrazione alle categorie che descrivo è graditissimo.

Gli stili alimentari

Il rigido

Basa le sue convinzioni alimentari da qualche fonte che lui reputa autorevole e da quel momento in poi non si discosta più.
Per lui alcuni prodotti fanno bene, ma non sa bene spiegare perché, fanno bene e basta.
L’obiettivo del rigido è avere un po’ di ordine nel caos delle scelte alimentari, si affida a chi li offre una soluzione semplice e veloce.
Potreste trovare persone che a pranzo mangiano solo un certo alimento, che cucinano solo in un unico modo perché lo reputano il più sano.

Tutti immagino conoscano almeno una persona così. La cosa divertente di queste persone è che effettivamente le scelte che compiono ed alla quale sono tanto affezionati troppo male non possono fargli (sennò uscirebbero da questa situazione) e se sgarrano dalla loro dieta ideale stanno realmente male, un po’ perché il loro corpo si è abituato, un po’ perché son convinti di star male (famoso effetto placebo)
Due esempi divertenti:
una mia amica che diceva che se beveva birra mentre studiava riusciva meglio nello studio
un’altra persona era convinta che i suoi gatti fossero ghiotti di pasta col tonno
Come si può convincere una persona ad ampliare le proprie vedute? domande per nulla semplice, servirebbe un’altra puntata solo per questo argomento.
Semplificando si può provare a far scricchiolare la coerenza interna della loro argomentazione… ma in fin dei conti…. perché complicarsi tanto la vita?

Il disinteressato

Non si curano di quello che mangiano, o meglio quello che gli spinge a mangiare una cosa piuttosto che un’altra è legata alla voglia di mangiarla…stop!

Solitamente i giovani rientrano al 100% in questa categoria ma poi crescendo ne escono, se non ne escono si ha una persona che potrebbe incorrere in rischi di salute, oppure è fortunata ad amare pietanze salubri.

Tendenzialmente chi rientra in questa categoria mangia carne…anche parecchia!
Possono essere disinteressati anche coloro che hanno sempre avuto qualcuno che ha cucinato per loro (prima la mamma e poi la compagna tanto per fare un esempio) quindi si rifanno alle scelte di qualcun altro.

Il sopravvissuto

Mangiano per sopravvivere, quel che c’è si mangia.
Sono convinti di essere negati in cucina, quindi quando devono scegliere cosa mangiare non conta tanto il costo o il tempo della preparazione ma piuttosto la facilità di preparazione.
Per questo motivo tendenzialmente prediligono piatti che non richiedano cottura o al massimo una semplice. L’assortimento è scarso per lo stesso motivo.
Di per se non mangiano male, il problema è il poco assortimento ed il rischio di cadere in alimenti già pronti (che non sono spesso il massimo della salute).

Il curioso

Credono nell’importanza di informarsi però non ne hanno molta voglia o tempo.
Non pensano neanche lontanamente di andare da un dietologo perché non sono mica malati. Preferiscono leggere in giro o comprano un libro.
Leggere in un libro (o ancora peggio un articolo) significa attingere a formazioni per la massa che non sono personalizzate per il proprio vissuto e abitudini.
Pretendere soluzioni personalizzate da rimedi di massa è un controsenso.

il rischio inoltre  è di affezionarsi ad una dieta suggerita su un libro ed iniziare a far parte della categoria dei rigidi.

Però il curioso non è la valle di lacrime che sembra, è una persona che si documenta e legge con la libertà poi di provare e di apprendere argomenti nuovi. Se lo fa senza la pretesa di trovare la soluzione definitiva o il metodo giusto può diventare una persona attenta in cucina.

Tendenzialmente il curioso non fa cambiamenti duraturi perché si lascia coinvolgere da una dieta o da alcuni alimenti ma successivamente cambia (perché non vede i benefici, o perché ne trova una che lo appassiona di più di quella che ora lo annoia).
Il curioso è una persona informata (poi dipende sempre dalla fonte informativa) generalmente non mangia male

Il colpevole

Sanno cosa fa male, ma lo mangiano comunque e per questo provano sensi di colpa.
Hanno già seguito delle diete, anche da parte di professionisti, ma fanno una fatica mostruosa a rispettarle, hanno un problema a controllarsi.
Per loro il supporto delle persone vicine è essenziale. Non scrivo altro su questa categoria, lascio volentieri il testimone a persone più competenti di me.

Il deciso

Quando decidono di fare una dieta (anche solo per buttare giù pochi chili) vanno da una persona esperta per farsi suggerire un regime alimentare adeguato.
Si rivolgono ad un esperto che da una prescrizione effettiva sulle base delle sue esigenze…e poi la rispettano!
Descritto così sembra la descrizione di un supereroe ma ci sono moltissime persone che si danno un obiettivo ed a piccoli passi lo raggiungono.

Conclusioni

In ognuna di queste categorie ci sono molte sfumature, una persona potrebbe essere curiosa, sentirsi in colpa per uno specifico ingrediente (es. cioccolato) ed essere molto rigido su quel che mangia a colazione.

Se state leggendo queste parole siete arrivati fino in fondo, siete veramente delle persone che vanno in fondo alle cose, per ringraziarvi vi lascio questa mia riflessione:

Improvvisare, come ho fatto in questa puntata, può essere divertente nel fare podcasting e per mettersi alla prova (male che vada mi scappa un colpo di tosse o sbaglio a parlare) però nel mangiare gli effetti impattano sulla salute. E la cosa brutta è che non ci accorgiamo subito, ma dopo un po’ di tempo ed in modi che difficilmente ricolleghiamo al cibo mangiato.

Mangiare bene è prevenire problemi che neanche ci immaginiamo, ma che di certo avremmo voluto evitare di incontrare.

 

Immagine di copertina da Pixabay

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